martedì 5 giugno 2007

All'indomani della pubblica assemblea al Baraccano del 4 giugno COFFERATI RESTA MUTO, PARLA LA SCARAMUZZINO: "PROPONETE QUALCOSA"
Dopo la valanga di parole e insulti dello scorso aprile, ora il sindaco sceglie la consegna del silenzio e lascia che a parlare sia la Scaramuzzino. E dire che era questa l'occasione giusta per dire qualcosa, dopo che Stefano Bonaga, intervenuto all'assemblea, aveva messo in dubbio la reale volontà di Cofferati di ricandidarsi nel 2009. "Le critiche", afferma Scaramuzzino "sono connaturate al momento: abbiamo svoltato la meta' mandato ed e' fisiologico che arrivino osservazioni, in realta' alcune giuste, altre puramente strumentali". La vicesindaco invita comunque a riflettere "su quanto di buono l'amministrazione ha fatto, potenziando i servizi, pur con un forte taglio delle risorse rispetto alla passata Giunta" e si avventura perfino a riprendere l'ipotesi di Bonaga. "Non me lo ha mai detto apertamente", afferma Adriana Scaramuzzino, "ma non si può dare per scontata la ricandidatura a primo cittadino di Bologna del sindaco Sergio Cofferati". E la ragione di ciò starebbe nel fatto "che una persona di questo livello potrebbe optare per altri ruoli. Bisogna chiederlo a lui" continua temerariamente la Scaramuzzino, fino a spingersi a dire che "uno come lui ha l'imbarazzo della scelta, tra accontentarsi di tenere il timone di una citta' e approdare ad un ruolo piu' visibile e di spicco, perche' no, magari sotto i riflettori del Pd che verra'. " Dunque Bonaga, quando parla di una rinuncia di Cofferati al secondo mandato, non fa sparate ma denuncia un sentore che già serpeggia- e non da oggi- a Palazzo D'Accursio. Peccato che i dubbi manifestati da Adriana Scaramuzzino, e la cosa non stupisce, abbiano trovato un'accoglienza poco calorosa nello staff del primo cittadino. Nell'entourage di Cofferati si fa notare che delle sue scelte "parla lui e nessun altro". Non dunque la vicesindaco, a cui peraltro hanno prontamente replicato i Ds, questa volta pare prima di avere ricevuto telefonate del diretto interessato, "auspicando" un nuovo impegno del sindaco nel 2009. Cofferati, del resto, si era già espresso, con l'amabilità che a volte lo contraddistingue, lo scorso 6 aprile: "Trovo stucchevole la discussione sul 2009, non se ne puo' piu'. D'ora in poi, non tornero' piu' sull'argomento, lo prometto". E come si vede, Cofferati è uno che le promesse sa mantenerle, tanto più che "in tempi non sospetti" aveva dato la sua disponibilita' alla coalizione "per una ricandidatura, alla fine del primo mandato, a fare il sindaco anche nel secondo. Quando sara' il momento" aveva concluso "dovranno decidere loro se utilizzare questa disponibilita' o meno. Nell'ipotesi venga utilizzata io sono qui, diversamente decideranno loro il da farsi". Così ora tutti aspettano di sapere che cosa decideranno "loro". Ma se sono "loro" a decidere, è o non è Cofferati quello che fa le scelte? Non si capisce nulla. Per rovinare solo in parte la suspence, tuttavia, oggi 5 giugno Raffaele Donini, coordinatore della segreteria DS di via della Beverara, ha auspicato "Sergio Cofferati candidato sindaco per il centrosinistra a Bologna anche nel 2009". I vertici della Quercia, insomma, non vogliono sentire parlare di possibili disimpegni da parte del Cinese: "Cofferati fara' ancora bene il sindaco di Bologna", assicura Donini. Quanto al fronte degli scontenti che si va saldando, i Ds inviano un chiaro monito: "Noi dialogheremo con tutti, instancabilmente cercheremo l'unita', ma richiamiamo tutti al senso di responsabilita' e a far prevalere cio' che ci unisce su cio' che ci divide. Bisogna dare maggiore considerazione alle istanze principali dei nostri elettori". Questa è già una novità: finisce il tempo delle scomuniche, comincia il tempo delle prove di dialogo. E per non perdere l'occasione, Donini invita gli scontenti a guardare cio' che ha fatto in tre anni Cofferati. "Ci si accorgerebbe che questa amministrazione ha avuto il coraggio di ridisegnare un profilo strategico per le infrastrutture, il merito di qualificare e potenziare i servizi alla persona, ha fatto una politica per la qualita' dell'aria attraverso il controllo del traffico, ha posto un tema della legalita' e della sicurezza che oggi ha un respiro nazionale". Dunque, "e' naturale che un sindaco che ha impostato un'azione di governo di cosi' grande respiro sia lui stesso a completarla con un secondo mandato. Non si tratta di una riproposizione burocratica (c'e' un'intesa nazionale perche' i primi cittadini unionisti vengano riproposti al secondo mandato, ndr), ma perche' Cofferati sta governando bene". Se in solo due mesi i DS sono passati dal coro delle scomuniche alle prove di dialogo, vediamo se in altri due mesi non passeranno dalle prove di dialogo alla scoperta che "uno come Cofferati serve più alla politica nazionale che a quella locale". Meglio comunque puntualizzare che questo non è l'obiettivo che ci poniamo come Centro d'iniziativa politica. Se Cofferati vorrà dare segnali di essere quell'amministratore democratico che tutti noi ci eravamo impegnati a sostenere in campagna elettorale, e soprattutto se vorrà cominciare a rendere conto del programma della campagna elettorale e ad attuarne quelle parti che giacciono dimenticate, saremo lieti quanto Donini di auspicarne la ricandidatura.